L’evoluzione della spada (Parte II) di Moreno Gherlizza

Questo articolo è la continuazione di: L’evoluzione della spada (Parte I)


Con l’ingresso nel Rinascimento e la diffusione delle armi da fuoco, l’uso della spada a una mano divenne più comune per la nobiltà, mentre lo spadone a due mani, dedicandosi al solo campo di battaglia, si ingrandì gradualmente, fino a sfociare nella zweihänder, imponente spadone, spesso alto come il suo utilizzatore, finalizzato a tagliare le picche nemiche in prima linea. In questo periodo si aggiunse l’archetto di parata, diametralmente opposto a quello di guardia, e fecero la loro comparsa altri due elementi difensivi dell’elso.

L’anello si estendeva nel piano perpendicolare all’asse dell’arma a descrivere un cerchio o un’ellisse dall’uscita del braccio di guardia all’uscita del braccio di parata dal massello. Il ponticello era un elemento simile, ma partiva dal limite inferiore dell’archetto di guardia e terminava al limite inferiore dell’archetto di parata. Posizionati dal lato esterno e, più di rado, sul lato interno, questi elementi estendevano la protezione dell’elso rendendola estremamente efficace. In alcuni casi si aggiunse la guardia, un arco che dall’uscita del braccio di guardia dal massello saliva fino al pomo per proteggere la mano. La lama divenne più sottile e leggera.

L’arma finale, a una mano, era nota in Italia come spada da lato ed era spesso portata dai Nobili anche come elemento dell’abbigliamento. Da questa usanza deriva il termine spagnolo espada ropera, e cioè la spada della ropa, dell’abbigliamento. La tecnica che prese il posto centrale e fondamentale nella rinomata scuola Bolognese di scherma fu quella di spada e brocchiere, che nel frattempo si era fatta posto tra le fila della Nobiltà. Il più noto trattatista della scuola bolognese fu senza dubbio Achille Marozzo, che compose un ricco trattato completo di regole e consigli sulla gestione del duello anche come procedura culturale e legale.

Nello stesso periodo si iniziò a utilizzare come arma secondaria anche il pugnale, noto come manosinistra. Di solito il pugnale presentava un fornimento con bracci dell’elso curvati verso il basso e anello, per poter intrappolare la lama avversaria e difendere la nocca dell’indice dai colpi di taglio. Spesso questo anello ha dato adito a interpretazioni contemporanee allucinanti e fantasiose.

Molti hanno affermato che servisse a inastare il pugnale su un bastone, mentre i più audaci si sono spinti a dichiarare che servisse a infilare il dito indice o addirittura il pollice, per qualche scopo non molto chiaro. Inastare un pugnale da duello è chiaramente un’azione inutile, mentre costruire un anello per infilarci un dito equivale a perdere il dito stesso alla prima parata. L’anello era una struttura puramente difensiva e non prevedeva nessun utilizzo come quelli appena elencati.

Continua a leggere l’articolo (gratuitamente) nel nostro periodico Chartae Historiae

Spada di rame di tipo Sant’Iroxi (lama triangolare). Spada di bronzo (lama a fili paralleli).
Spada di ferro della cultura Hallstatt (sotto).

Torna in alto