La scherma risorgimentale viene introdotta con le tecniche di sciabola; il corso prosegue imparando a maneggiare altre armi dell’epoca, come lo spadino, la baionetta inastata sul fucile e persino il bastone da passeggio. Per lo studio della scherma risorgimentale utilizziamo principalmente il trattato di Settimo del Frate e quello di Giuseppe Rosaroll-Scorza e Pietro Grisetti.


Che cos’è la scherma risorgimentale?
La scherma risorgimentale si riferisce allo stile e alle tecniche di combattimento con la spada praticate nel corso del XIX secolo, in particolare durante il periodo del Risorgimento italiano — il movimento che portò all’unificazione d’Italia. In questo contesto storico, la scherma non fu solo una disciplina marziale o sportiva, ma anche un simbolo di patriottismo e formazione dell’individuo, incarnando l’ideale dell’eroe risorgimentale, abile sia con la parola che con la spada.
Le armi principali di questa epoca erano la sciabola, più leggera e versatile rispetto alle spade precedenti, e il fioretto, utilizzato per l’allenamento e i duelli regolamentati. La sciabola, in particolare, divenne protagonista per la sua efficacia nei colpi di taglio e di punta, adattandosi bene al combattimento dinamico e alle nuove esigenze militari.
In Italia emersero grandi maestri di scherma, come Giuseppe Radaelli e Gaetano Ciullini, che codificarono stili innovativi, combinando velocità, precisione e strategia. Le loro scuole formarono generazioni di schermidori, influenzando persino le tecniche militari europee. Radaelli, in particolare, perfezionò il metodo della sciabola, creando uno stile più fluido e aggressivo, pensato per la cavalleria leggera.
La scherma, inoltre, mantenne un ruolo chiave nei duelli d’onore, che restavano diffusi tra patrioti e nobili. Tuttavia, il codice d’onore cambiò, riflettendo il senso di giustizia personale e difesa dell’onore nazionale tipico dell’epoca.
Oggi, la scherma risorgimentale è studiata e riscoperta dagli appassionati delle HEMA (Historical European Martial Arts) e dalle accademie storiche, che ne apprezzano la combinazione di tecnica, agilità e spirito patriottico.